Ansia nella separazione

La rottura di un legame affettivo di coppia si configura come un evento doloroso, stressante, che determina l’emergere di disagi psichici classificati come Disturbi dell’Adattamento, che possono essere transitori o prolungati, caratterizzati da depressioni di varia intensità, solitudine, abbassamento dell’efficienza sul lavoro, disturbi del sonno, fastidi fisici e sensazioni d’incompetenza. Molti soggetti hanno una momentanea perdita d’identità, che causa ansia, depressione e diminuzione della sicurezza; in taluni casi si registrano gravi disturbi emozionali, fenomeni di alcolismo e devianza sociale e anche la presenza di impulsi suicidi e omicidi.

La fine di una relazione, indipendentemente dalla sua durata o forma, è sicuramente una delle esperienze emotive più dolorose e laceranti, perché comporta la ridefinizione della propria identità e del proprio progetto di vita; ci sono persone che la vivono come un fallimento personale, con una conseguente crisi della propria autostima, temono che non saranno più in grado d’amare, né saranno più amate, si sentono sole e incapaci di affrontare questa difficile situazione.

In questi casi c’è bisogno di sostegno e aiuto, di darsi spiegazioni e ragioni, di capire perché è successo. Altre persone, invece, riescono a superare adeguatamente la separazione perché riescono a trasformare questa situazione in un’occasione per riacquistare fiducia in se stessi e uscirne più forti e vitali, più consapevoli e pronti per innamorarsi nuovamente: perché la fine di un amore può anche essere l’inizio di una nuova vita.

Le donne hanno reazioni più estreme dopo la separazione, ma allo stesso tempo molto diverse.

Anche le reazioni degli uomini di fronte alla separazione possono essere differenti: gli uomini, più delle donne, non trovano alcun vantaggio nella separazione e ritengono che la solitudine e la malinconia siano tra gli aspetti più disagevoli. Subendo la separazione, la maggioranza degli uomini si è sentito male psicologicamente, anche perché hanno dovuto abbandonare la casa, perdendo così figli e abitudini. Molti più uomini che donne desiderano risposarsi, cercano subito nuovi rapporti.

La peculiare caratteristica dei “separati a rischio” è il forte attaccamento e la dipendenza psicologica da un rapporto percepito come deludente e insoddisfacente, ma da cui non riescono a staccarsi. Più intensi sono questo attaccamento e questa dipendenza, più forte è l’esperienza di disagio emotivo nel periodo post-separazione.

Separarsi dalla persona che conosciamo più di qualunque altra e con la quale, nel bene e nel male, abbiamo vissuto gran parte della nostra vita, può provocare vere e proprie crisi d’ansia. Se consideriamo che separarsi significa anche avviarsi verso l’ignoto, verso una vita sconosciuta, questo può scatenare il panico nelle persone poco flessibili, che presentano il carattere rigido di chi si appoggia sull’esterno e pretende che la realtà duri immutata per sempre. Chi invece ha imparato che cambiando non perdiamo noi stessi, che essere flessibili è l’unica maniera di affrontare un mondo in continua trasformazione, ha in sé migliori strumenti per affrontare il grosso cambiamento della separazione. In molti casi, inoltre, soprattutto quando si risolvono situazioni pesantemente negative, la separazione fa scoprire una nuova dimensione di vita e aiuta a comprendere e ad accettare meglio noi stessi.

Entro i 3 anni la maggior parte dei separati esce dal periodo di crisi acuta e si assesta in un altro stile di vita. Ci sono, però, persone che rimangono nella fase acuta della crisi per anni, capaci cioè di scatenare forti emozioni anche dopo lungo tempo.

Le tappe per realizzare il processo di guarigione emotiva e separazione psicologica sono le seguenti: esprimere i forti sentimenti e le emozioni generati dalla separazione; ricapitolare il rapporto di coppia scoprendo le motivazioni profonde della separazione; scoprire i processi di crescita avvenuti nel rapporto; accettare i doni del rapporto; perdonare se stessi e l’altra persona per gli errori commessi; ridefinire la realtà e gestire il futuro. Questi sono i passi che possono aiutare a muoversi lungo il percorso emotivo che porta alla separazione psicologica.

Lo Stato dovrebbe avere il compito di sostenere ed educare i cittadini alla riflessione riguardo temi cruciali come le problematiche relative alla rottura e riformazione di sistemi familiari.

Attualmente stanno crescendo sempre più le iniziative, sia in Italia che all’estero, per diffondere la cultura dell’intervento psicologico di preparazione alla separazione e al divorzio. L’A.S.DI., prima Associazione a nascere in Italia, insieme con altre Associazioni e centri di studio per la mediazione familiare e/o la terapia familiare già fornisce come servizio quello di gruppi d’orientamento, sensibilizzazione alla responsabilità genitoriale, seminari e sostegno psicologico per chi deve affrontare il difficile passo del cambiamento del proprio equilibrio familiare, attività di prevenzione e assistenza alla famiglia e al singolo riguardo le problematiche relative la separazione.

In quanto processo psichico verso l’individuazione, la separazione, attraverso l’esperienza del distacco, porta l’essere umano a esistere. Separarsi significa diventare pronti, prepararsi a passare da una situazione d’indifferenziazione all’acquisizione di sé. Ogni separazione può essere un momento di crisi che porta a un’ulteriore maturazione psichica o a una regressione, un’involuzione. Il modo in cui reagiamo a queste esperienze influenzerà il nostro comportamento futuro in situazioni analoghe.

2 commenti
  1. Riccardo
    Riccardo dice:

    finalmente un articolo chiaro con spunti di riflessione interessanti sul tema.
    In che modo la separazione come esperienza di distacco che ci porta a crescere ?
    grazie

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    • wp_7628302
      wp_7628302 dice:

      Il superamento del lutto da separazione ti fa rialzare e ricominciare a vivere. Ogni nuovo inizio è momento di crescita

      Rispondi

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