Attacchi di panico: un programma terapeutico cognitivo-comportamentale

Introduzione

Ognuno di noi per dare significato alla propria vita e orientarsi nel proprio ambiente si basa su una “teoria personale”. In base a questo presupposto, la psicoterapia cognitivo-comportamentale, per la risoluzione degli attacchi di panico, sostiene che sia possibile modificare quei pensieri e quelle convinzioni individuali che formano la propria teoria e che conducono a comportamenti poco adattivi e/o al disagio psicologico.

Da tale approccio stati sviluppati perciò dei programmi di terapia che si concentrano su:

  • il riconoscimento e la sostituzione di pensieri automatici e convinzioni irrazionali
  • l’adozione di comportamenti alternativi più realistici, adattivi e concreti
  • lapprendimento di strategie per far fronte agli attacchi di panico e aumentare l’autostima

APPROCCIO COGNITIVO- COMPORTAMENTALE AGLI ATTACCHI DI PANICO 

Secondo  la psicologia cognitiva (Neisser U.)  le azioni e gli atteggiamenti dell’individuo sono il prodotto delle proprie convinzioni elaborate attraverso le proprie facoltà mentali e del modo con cui si conferisce significato alla realtà. In pratica ognuno di noi ha una teoria personale per dare significato alla vita, e anche per chi soffre di attacchi di panico, è risultata disfunzionale e non adattiva.

Tra le tecniche specifiche che vengono utilizzate all’interno dei programmi terapeutici per affrontare gli attacchi di panico vi sono la ristrutturazione cognitiva e la de-sensibilizzazione graduale.  Rispettivamente gli obiettivi a cui conseguono sono:

  • il cambiamento delle convinzioni considerate catastrofiche, attraverso l’aumento della cognizione (ovvero di una lettura della situazione e di una presa di coscienza più realistica)
  • una gestione delle situazioni che creano ansia eccessiva attraverso un progressivo contatto con esse

IL PROGRAMMA TERAPEUTICO

CHE COS’É ?

Il percorso creato per risolvere gli attacchi di panico è costituito su una serie di incontri a frequenza settimanale dove l’obiettivo è prendere coscienza dei comportamenti disfunzionali che rinforzano negativamente il livello di stress ed ansia per modificarli in funzione del proprio benessere.

A seguito di una prima valutazione della situazione personale, seguita da una serie di indicazioni generali sulle strategie di trattamento relative al disturbo d’ansia, le sessioni successive di terapia comprendono le seguenti aree tematiche ed interventi:

  1. ESERCIZI DI RESPIRAZIONE ADDOMINALE E RILASSATA

  2. ESERCIZI AEROBICI

  3. STRATEGIE PER FAR FRONTE AGLI ATTACCHI DI PANICO

  4. UNA RIORGANIZZAZIONE GERARCHICA DEGLI OBIETTIVI PER AFFRONTARE LE FOBIE

  5. LAVORARE SULLA PAURA DEL DIALOGO CON SE STESSI E SULLE CREDENZE CHE CONDUCONO A PENSIERI DI PAURA E PREOCCUPAZIONI ECCESSIVE

  6. CONFRONTARSI SU ASPETTI LEGATI ALLA PAURA COME L’ECCESSIVO BISOGNO DI CONTROLLO O DI APPROVAZIONE E PERFEZIONISMO.

  7. LAVORARE SULLE SITUAZIONI DI STRESS (LAVORO, FAMIGLIA, MALATTIE) PER RIDURRE I RISCHI LEGATI ALL’ANSIA

  8. CONOSCENZA DI UNA DIETA ALIMENTARE ADEGUATA

  9. TRATTAMENTO MEDICO FARMACOLOGICO

  10. INFORMAZIONI RIGUARDO A CONDIZIONI CHE INFLUENZANO L’ATTIVAZIONE DELL’ANSIA COME AD ESEMPIO I LIVELLI DI ADRENALINA ED EVENTUALI ALLERGIE ALIMENTARI

 

La risoluzione dei problemi ha successo in base a quanto effettivamente si riesce ad introdurre nella vita di ogni giorno nuovi comportamenti, atteggiamenti e pratiche più adattive.

LA DURATA

Il corso (o training terapeutico) può essere di breve durata (a partire da un paio di mesi) oppure prolungarsi qualora al problema degli attacchi di panico siano compresenti difficoltà radicate e relative a:

  • dipendenza
  • bassa autostima
  • eccessivo bisogno di piacere
  • perfezionismo
  • eventi traumatici

La durata in questi casi può protendersi per un anno (o più) ed essere associata a trattamento farmacologico.

Per concludere:

Al di là della terapia medica e del contributo che può dare un programma terapeutico cognitivo-comportamentale sono importanti anche altri elementi per assicurarsi buone possibilità di recupero da un disturbo d’ansia.

É possibile influenzare positivamente il proprio senso di benessere e di soddisfazione nella vita attivandosi in modo significativo in quegli ambiti che, con intensità e modi differenti, hanno un impatto sul proprio livello di distress , sui sintomi dell’ansia e degli attacchi di panico, ma anche sulle preoccupazioni ed eventuali fobie. Tra questi:

  1. Imparare ed esercitarsi a gestire il proprio tempo (tempo per sé stessi, per rilassarsi, per lavorare e per condividere)
  2. Avere cura della propria dieta alimentare (ad esempio ridurre caffeina e zuccheri)
  3. Accertarsi riguardo ad allergie alimentari, livelli di proteine e carboidrati, problemi di tiroide, deficienze alimentari e tossicità ai metalli perché influiscono sull’attivazione dell’ansia
  4. Costruirsi e crearsi uno scopo nella vita
  5. Fare attività creative e progetti che abbiano significato e costruiscano la fede e la convinzione nel proprio potenziale umano
  6. Diventare consapevole delle proprie convinzioni, dell’orientamento spirituale e delle visioni personali del mondo e della vita
  7. Aver cura per le relazioni coniugali e familiari

 

Questi aspetti della vita influenzano in modo importante l’attivazione dell’ansia. Si pensi ad esempio a come il ritmo frenetico che la vita contemporanea “impone” complichi la possibilità di ritagliarsi un po’ di tempo prezioso per riposarsi e rilassarsi. É necessario allora decidere di organizzare il tempo necessario per ristabilire il proprio equilibrio psicologico, fisico e sociale. (vedi punto 1 di 7).

 

 

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